lunedì 24 luglio 2017

CineRecensione#9: Chicago Typewriter

Anno: 2017
Episodi: 16
Categoria: KDrama

Buon lunedì cari lettori! Finalmente (per modo di direxD) sono tornata dal mare e torno qui sul blog a stressarvi. E quale modo migliore di tornare che non con una nuova CineRecensione??
Ovviamente, eccovi un bel drama. Questo è stato l'ultimo visto prima di partire per le vacanze e ci tengo proprio a condividere con voi la mia opinione, perchè ho trovato un prodotto molto più complesso e articolato dei precedenti.
Han Se Ju è definito "lo Stephen King coreano". Come una macchina, sforna un capolavoro dopo l'altro, ma sempre mantenendosi freddo e distante da tutti. Nonostante sia giovane, bello e di successo (e anche bello arrogantexD), Se Ju non si lascia avvicinare da nessuno. L'unico momento in cui avviene, è per un imprevisto: Jeon Seol, che si ritiene la sua fan numero uno, per lavoro si ritrova a consegnargli un misterioso pacco proveniente da Chicago. Il primo fra i due non solo non è dei migliori, ma coinciderà anche con l'inizio di un tremendo blocco dello scrittore che colpirà Se Ju e con l'apparizione di fenomeni inspiegabili che culmineranno con la comparsa del misterioso Yoo Jin Oh.
Questo drama non solo mi è piaciuto moltissimo, ma credo potrebbe tranquillamente reggere il paragone con molte serie tv occidentali. Sempre mantenendo quella leggerezza tipica del drama e i tratti tipici di questo genere di produzione, unisce una colonna sonora da lacerare il cuore a una trama estremamente complessa, dove sovrannaturale, Storia e approfondimento dei personaggi si sposano alla perfezione.
La prima cosa che mi ha colpito è che il drama ha un inizio decisamente più lento degli altri visti finora. I personaggi vengono introdotti gradualmente e le story-line emergono con lentezza dal quadro che viene man mano delineandosi. Gli eventi si accumulano, la situazione precipita e all'improvviso lo spettatore si ritrova coinvolto in una storia che segue diversi piani temporali, introdotti in maniera non lineare e volutamente ambigua. Lo spettatore riesce a mettere in fila gli avvenimenti solo nelle ultime puntate e per tutto il drama si ritrova a chiedersi, fianco a fianco coi personaggi, cosa sia successo.
Nonostante i personaggi siano vari, gli effettivi protagonisti sono tre: Se Ju, Jeon Seol e Jin Oh. Se i primi due sono normalissime persone, Jin Oh è sicuramente una figura molto più complessa: è un ponte di congiunzione fra passato e futuro. Scatenati dalla riapparizione di Jin Oh, i ricordi di una vita passata e mai davvero dimenticata cominciano a riemergere, tessendo una tela di amori, amicizie, tradimenti e grandi ideali. Il compito di Jin Oh è scoprire come sia morto e per farlo non può che affidarsi alla memoria recalcitrante di quelli che, nella Corea degli anni '30, erano i suoi migliori amici. Ma non solo: tutti e tre facevano parte di un gruppo di rivoltosi che si batteva per la libertà della Corea, in quel periodo sotto il controllo dei giapponesi.


Come dicevo, la storia segue due diversi piani temporali. Nel presente, Se Ju deve fare i conti con un passato doloroso che non lo vuole lasciare andare e con una crisi profonda che lo colpisce dove fa più male: la scrittura. Lentamente il suo personaggio si sgretola, combattendo contro ricordi che non vuole riconoscere e il gelo della sua solitudine. A metterlo in crisi è Jeon Seol, che come un tornado irrompe nella sua vita e la rende più caotica, certo, ma anche molto più interessante; e poi Jin Oh, che rappresenta il fantasma di tutto ciò che più odia. Anche il loro incontro è tutto meno che semplice, perchè Se Ju è estremamente ostile e non capisce cosa voglia quest'uomo che sembra comparire ovunque e che pare nascondergli molte cose.
Più intricate sono le vicende ambientate negli anni '30. Innanzitutto perchè ci viene narrata in scene singole, che all'inizio non paiono legate da altro che dalla presenza sempre dei soliti personaggi, ma che piano piano acquista un senso. E quello che ci viene raccontato è incredibilmente interessante, anche per lo stesso Se Ju. La storia di quegli avvenimenti sepolti nel passato torna materia viva nel momento in cui Se Ju la traspone su carta, con un unico obiettivo: scoprire il finale. Com'è morto Jin Oh? Perchè Jeon Seol ricorda di avere ucciso qualcuno che amava? Soprattutto, chi ha ucciso? Chi ha tradito i ribelli?
Queste sono solo alcune delle tante domande che affollano la testa dei protagonisti e che troveranno risposta solo alla fine.


A questa complessità temporale, si unisce l'approfondimento di temi più profondi.
Il primo è la Storia della Corea. Poco nota qui in Occidente, è ovviamente molto più viva nei ricordi di coloro che l'hanno vissuta. Invasi dai giapponesi, i coreani lottano per la propria indipendenza, sognando una Corea finalmente libera. I ribelli sono giovani di ogni classe ed estrazione sociale. Al Carpe Diem, il localo dove si riuniscono, nascono amicizie improbabili e amori contrastati, mentre si lotta per la libertà.
Un'altra riflessione che nasce vedendo questo drama: l'importanza del passato nel definirci. Imprigionato nel passato, Jin Oh vede i suoi amici cambiare e andare avanti, realizzando finalmente il desiderio più profondo espresso da tutti e tre: essere insieme in una Corea libera, avere seconde possibilità in tempi migliori. Nonostante tutto, però, Se Ju e Jeon Seol sono solo parzialmente i due giovani che hanno combattuto così tanti anni prima. I sentimenti che nascono sono vecchi e nuovi a un tempo e confermano solo che i legami, quelli veri e autentici, possono sopravvivere a tutto. 
Perfino alla morte, in questo caso.
Questo drama è struggente, questa è la definizione giusta. Il personaggio di Jin Oh, in particolare, è carico di una malinconia e di un rimpianto che lacerano il cuore. Vedendo questo drama non si può non riflettere sull'amicizia, prima ancora che sull'amore. Ancora, sui legami che trascendono la morte e si rinnovano anche dopo, anche se con sempre diversi aspetti. Un drama poetico, delicato, commovente. Se non avessi il cuore duro come la pietra, in più punti avrei pianto da far male al cuore.
Concludo con qualche ost*-*




Quest'ultima è la mia preferita, è meravigliosa (mi è dispiaciuto non trovare il lyrics, lo trovo perfetto proprio per questo drama*-*) e fa da colonna sonora a una delle scene più commoventi (per me) del drama: il momento in cui Jeon Seol vede per la prima volta Jin Oh.
Io la metto perchè voglio disperarmi riguardandola, ma credo che non sia troppo comprensibile per chi non ha visto il dramaxD In ogni caso, eccola*-*




E con questo è tutto!
Al prossimo articolo:-*

Virginia


sabato 8 luglio 2017

Buone vacanze!



Salve a tutti lettori! Un brevissimo post solo per augurarvi buone vacanze e per informarvi che Virginia e il Labirinto chiude i battenti per una decina di giorni. Tornerò attiva sul mio e sui vostri blog solo dopo un drammatico addio al mare:'(
Fino ad allora, però, buone vacanze a tutti:-*

Virginia

venerdì 7 luglio 2017

Recensione: L'ultima notte al mondo di Bianca Marconero

Titolo: L'ultima notte al mondo
Autore: Bianca Marconero
Casa editrice: Newton Compton
Numero di pagine: 260
Formato: Digitale

Quante volte ci si può innamorare della stessa persona?
Marco Bertani ha ventitré anni, alle spalle un’adolescenza tutt’altro che semplice e davanti a sé un futuro nel quale potrà contare solo su se stesso.
 Un giorno inaspettatamente si imbatte in Marianna Visconti, ex compagna del liceo e amore non corrisposto della sua vita. I loro mondi non potrebbero essere più lontani: Marianna, dopo aver studiato negli Stati Uniti, sta facendo pratica legale presso il prestigioso studio di un amico di famiglia, mentre Marco sbarca il lunario lavorando come operatore per una rete televisiva locale. Quando però le viene prospettata l’occasione di condurre un programma ideato proprio da lui, Marianna decide di accettare la sfida, convinta che così potrà dimostrare a Luca, il fidanzato con cui è in crisi, di cosa è capace: lei e Marco si troveranno quindi a lavorare gomito a gomito e scopriranno di non essere poi così diversi come credevano…
Bugie, tradimenti e gelosie: un romanzo sull’amore romantico, divertente e profondo, che sa arrivare al cuore dei lettori
Hanno scritto dei suoi libri: 

«Una lettura consigliata, per la spontaneità e la leggerezza con cui parla dei sentimenti dei suoi protagonisti.»
«Un romanzo adorabile, ironico e tenero nello stesso tempo.»
«Ne avrei lette ancora di pagine così e ancora continuerei a leggerne, perché questa autrice trasforma in oro ogni storia che tocca.»
Quando l'amore bussa alla porta lascialo entrare nella tua vita


Non sono un amante del romance, come forse saprete. Nessun pregiudizio, semplicemente di solito mi concentro maggiormente su altri generi. Ultimamente, però, mi sono resa conto di averne letti parecchi, e italiani per giunta. Ma come dire di no a Virginia de Winter o Bianca Marconero?
Entrambe amate nel fantasy (Black Friars per la prima, Albion per la seconda), sono entrate nel giro di letture obbligatorie, quei nomi per cui non fai caso al genere o alla trama, ma acquisti subito, sicura di imbarcarti in una buona lettura.
Nel caso dell'ultima, attesa fatica di Bianca Marconero, posso parlare di una lettura ottima, coinvolgente, ben scritta ambientata nella mia Bologna e con due protagonisti che ho amato molto.
Ma andiamo con ordine.

Che potrei dire di lei, a chi non c'era? Come potrei spiegare la mia non-storia del liceo con la ragazza di un altro?

Marco e Marianna si conoscono da anni, ma da tantissimo non si vedono. Se, però, nei ricordi di Marianna il nostro Marcolino (*-*) è solo il compagno di classe un po' fastidioso e mezzo delinquente, per lui il rapporto è molto più complicato e ambiguo. Per lui Marianna è il primo amore, quello che ti folgora senza ragione, che ti ruba un pezzo d'anima e non te lo restituisce più.
E Marco lo rivorrebbe, quel pezzo, perchè Marianna è un ricordo un po' troppo vivo di un periodo duro, l'amore impossibile che porta solo sofferenze. Non che Marco, in tutti questi anni, se ne sia stato con le mani in mano. Bello e un po' rude, con quel sentore un po' "da bandito" che fa impazzire le ragazze. No, le donne non gli sono mancate. E in questo turbinio di sesso, amicizie e sogni, Marianna potrebbe anche cominciare a sembrare un sogno passato.
Peccato che Bianca Marconero abbia altri - maleficixD - piani per loro.
Per caso, si rivedono. E se la vita di Marco, dopo i guai dell'adolescenza, ha raggiunto una certa stabilità, quella di Marianna è crollata definitivamente. Luca, il ragazzo storico, il Principe Azzurro, le ha chiesto una pausa e Marianna è troppo codarda per chiedersi seriamente cosa possa esserci dietro un anno di lontananza e telefonate rade e fredde e una pausa che sa un po' troppo di rottura. E non bastano più il duro lavoro che inizia a dare i primi risultati (un tirocinio prestigioso), la famiglia, i soldi, le amiche. Mantenere il sorriso diventa sempre più difficile, perchè la vita di Marianna sembra un castello di carte pronto a crollare al primo soffio di vento.
Ma poi ritorna Marco.

Perchè io e te, Bertani, non potremmo mai essere amici, nemmeno in mille vite.

Il ricordo dei loro trascorsi e, soprattutto, delle loro differenze si erge subito come un muro fra loro. Perchè Marianna è ricca e di famiglia importante e Marco viene da un quartiere malfamato, da una famiglia disastrata e in quinta ha confermato le aspettative di tutti - comprese quelle di Marianna - infilandosi in una brutta storia di droga. Così Marco è sparito dalle loro vite come se non ci fosse mai stato, ritornato al "suo mondo".
Nonostante ciò che si potrebbe pensare agli inizi, Marianna è un bel personaggio e un'ottima coprotagonista. Lei e Marco sono fatti per antitesi e, in questo, si completano. Se, infatti, Marianna potrebbe sembrare la classica figlia di papà, si dimostra poi nei fatti una ragazza gentile, che si interessa degli altri e pronta a mettersi in gioco. Certo, un po' di pregiudizio - specialmente agli inizi - c'è, ma è poi legato a doppio filo con l'ambiente nel quale è cresciuta. Ancora una volta, la Marconero lavora sull'opposizione ricco/povero e, più in generale, sulle differenze sociali (proprio come in Albion, già:)) e il bel mondo ne esce, come da tradizione, perdente: una realtà dove regnano ipocrisia e falsità, opposto a quello di chi fa i salti mortali per pagarsi l'affitto ma è più genuino nei sentimenti.
Per fortuna Marianna, che non è stupida, comprenderà nel giro di poco tempo che Marco è molto diverso da quello che pensava. Nel giro di breve tempo, i suoi sentimenti diventano confusi, ambigui. Marco è un collega, un amico e poi... Definire quel "poi" è la sfida della prima parte del libro. Ma una volta accettati e inquadrati i sentimenti nuovi, il problema sarà far incontrare due realtà così diverse, perchè tutto, a partire dalle insicurezze dei protagonisti, cospira per allontanarli. La Marconero è bravissima nel tratteggiare le paure e le fragilità di entrambi, a incastrare i pezzi per far precipitare una situazione già da tempo in bilico, prendendo in giro lo stesso lettore. 
Ovviamente, un applauso va all'ambientazione. Sarà che a Bologna ci sono spessissimo, sarà che la scrittrice conosce la città... Non so, mi ha dato un'idea di casa*-*

Bologna di notte è bella in un modo diverso. Quasi promettesse di coprire le tue follie e i tuoi peccati. La presenza dell'ateneo è come l'elisir dell'eterna giovinezza. La popolazione si rinnova e non invecchia. Vengono, sbaraccano per le vie del centro, si laureano e tornano a casa. E il ricambio continuo conferisce questa sensazione di tempo che non passa, di eterne prime volte, di bravate che qualcuno ci perdonerà, di eccessi che verranno scusati, perchè questo è il privilegio concesso ai giovani.

Infine, un ultimo appunto allo stile. La Marconero ha uno stile semplice e pulito che diventa però incisivo e doloroso come un bisturi. L'avevo già sperimentato nell'amato Albion (ancora non vi ho convinti a leggerlo???) e l'ho ritrovato qui. Le scene si incastrano, i dettagli acquisiscono senso e tutta la narrazione diventa un crescendo irresistibile.
Con chi vorresti passare la tua ultima notte al mondo?


Penso si sia capito che il libro mi è piaciuto moltissimo. Non vedo l'ora di leggere anche la novella, a questo punto, e ovviamente aspetto con trepidazione l'uscita di tutti quei libri di cui mi sono bevuta gli estratti su facebook negli ultimi mesi:)

Virginia


martedì 4 luglio 2017

Blogtour e Giveaway: 10 motivi per leggere Armonia di Pietragrigia di Angelica Elisa Moranelli



Buongiorno a tutti cari lettori! Ultimamente pare che io stia trasgredendo piuttosto spesso alla mia regola di non fare presentazioni o blogtour ma, che volete, ultimamente si stanno presentando succosissime occasioni e mi dispiace l'idea di perdermele. 
In questo caso, vi presento una saga fantasy tutta italiana. L'autrice - Angelica Elisa Moranelli - è anche una blogger, oltre che una youtuber, e vi consiglio caldamente di seguirla perchè trovo che i suoi articoli siano spesso molto interessanti.
Vi lascio cover e trama del primo romanzo:



Armonia ha quattordici anni, non ricorda nulla del suo passato e vive in un'oscura villa gotica assieme al "vampiresco" maggiordomo Milo e all'iperattiva governante Stella; è fissata con i libri, i pirati e le avventure, ma ha la sfortuna di abitare nella città più noiosa e meno magica del mondo: Prugnasecca. Così, quando scopre di essere in realtà nata a Pietragrigia, nel mitico regno di Flavoria, dove tutti la conoscono come la Fanciulla-Guerriero, Armonia è al settimo cielo! Ma a Flavoria non ci sono solo cose belle: Zanna Avvelenata, una bestia demoniaca, è sulle sue tracce, ed è sulle sue tracce anche il Grigio, l'inquietante ammiraglio della flotta di Oturia, il regno che sorge al di là dei Confini del Mondo, dove il sanguinario Imperatore-Fantasma diventa sempre più forte. Tra vascelli pirata volanti, chimere e nuovi e strambi amici, Armonia dovrà affrontare il nemico più grande: il suo oscuro passato.

Con questa tappa, vi presento ben 10 motivi per cui vale la pena di leggere questa saga:
1. È una saga piena di creature magiche, cavalieri affascinanti, avventure, pericoli: un mix di fantasy tradizionale, elementi contemporanei e storie della tradizione popolare.
2. Armonia, la protagonista, è testarda, un po' misantropa ma coraggiosa e leale e, suo malgrado, a volte proprio buffa.
3. Ci sono i pirati! E la Dimora Vagante, che è una nave pirata vagante! E poi c'è Capitan Drago, che è proprio un figo, anche se è uno scheletro!
4. Ci sono i Cavalieri delle Dieci Spade e vedere combattere i più grandi eroi del regno con le loro spade magiche è uno spettacolo imperdibile e affascinante (se non sei un loro nemico!)
5. Lo stile della saga è moderno, fluido e si legge d'un fiato, grazie anche allo humour che serpeggia in tutte le pagine!
6. Ci sono avventure, risate, pericoli, amicizia ma c'è anche (e soprattutto) l'Amore: quello struggente fra Mizar e Amira, quello disperato fra Orion e Nara, quello nascente tra Armonia e... (scopritelo!)
7. Ci sono perfino i vampiri... solo che non luccicano, alcuni (pochi), a loro modo, sanno essere affascinanti
8. C'è, purtroppo, anche la morte e il dolore, le ferite e le separazioni: nessun eroe nasce dalla gioia e dalla pace. E questa storia è piena zeppa di eroi (e di lacrime)
9. C'è la Compagnia della Triste Ventura: Armonia, Sara, Martino, Evan, Lucrezia sono i membri principali, cinque ragazzi molto diversi fra loro, cinque persone che litigano continuamente per i motivi più futili, cinque amici che morirebbero l'uno per l'altro
10. Ci sono un mucchio di incredibili segreti, misteri, leggende: l'universo di Flavoria è ricchissimo e pieno di cose da scoprire, in ogni volume della saga un tassello dell'enorme puzzle troverà la sua collocazione e le domande aumenteranno, finchè, alla fine, ogni più piccolo mistero sarà svelato.

Ora, non so voi, ma io credo che sia davvero impossibile non lasciarsi incuriosire!
Vi lascio qui sotto il riepilogo degli altri post, per chi volesse partecipare al giveaway;)


Virginia

venerdì 30 giugno 2017

CineRecensione#8: To the beautiful you (drama)

Anno: 2012
Episodi: 16
Categoria: KDrama

Remake coreano del celebre manga Hana Kimi. La giovane Jae Hee si trasferisce dall'America in Corea per incontrare il suo idolo Kang Tae Jun campione di salto in alto. Il ragazzo dopo un infortunio ha smesso di allenarsi. Per poter stargli vicino la ragazza si taglia i capelli e si finge un maschio e si iscrive alla sua scuola (prettamente maschile). L'arrivo alla scuola e l'adattamento saranno un po' difficili per Jae Hee ma il nuovo amico Eun Gyeol l'aiuterà ad adattarsi.


Buongiorno a tutti:) Come vi avevo accennato qualche post fa, sono rovinosamente - e felicemente - caduta nel baratro dei drama, motivo per cui non dovete stupirvi di trovarne un'altra recensione così prestoxD
Dopo Boys over flowers (qui la recensione) e Coffee Prince (che per vari motivi - e mio grande dispiacere - non sono riuscita a finire), eccomi a parlarvi di un drama ambientato a scuola e, soprattutto, nel mondo dello sport. A insaporire il tutto, un espediente che ha la capacità di calamitare immediatamente la mia attenzione: la protagonista, Jae Hee, si deve travestire da maschio, ma fra imprevisti e sentimenti che scoppiano, mantenere il segreto sarà sempre più difficile...

Dei drama visti finora, questo è stato senz'altro quello che mi è piaciuto di meno. Le prime puntate in particolare hanno faticato un po' a coinvolgermi e, anche quando la storia ha preso ritmo, non posso dire di esserne mai stata coinvolta come per gli altri drama visti. Uno dei motivi principali, secondo me, è che ero appena uscita da Coffee prince, che a sua volta proponeva una protagonista scambiata per uomo e tutti gli equivoci che ne seguivano. Qua faccio il mea culpa: sono stata io che non ho letto la trama, ho solo scelto a caso dalla mia lista e,poi ho deciso di continuare comunque la visione, preparandomi ad assistere a dinamiche molto simili a quelle del drama precedente (che, per inciso, mi è piaciuto molto di più).
L'altra ragione è stata la protagonista e anche qui abbiamo una nuova esperienza, perchè sia Jan Di (Boys over flowers) che Eun Chan (Coffee prince) mi sono piaciute parecchio. Jae Hee, invece, ha funzionato poco, con me. Innanzitutto perchè, nonostante il travestimento, è PALESEMENTE una ragazza. Ora, chiudo volentieri entrambi gli occhi davanti a un mucchio di roba, però mentre Eun Chan poteva effettivamente passare per un ragazzo, volendo, Jae Hee è proprio femminile a tutto tondo: non solo esteticamente, ma anche nei comportamenti.
Io amo Eun Chan...
Inoltre Jae Hee non mi è stata troppo simpatica. Non l'ho proprio odiata, è che mi dava sui nervi. A dirla tutta, mi è sembrata un po' stupidaxD
Diverso rapporto ho avuto con il coprotagonista maschile, Tae Joon. Agli inizi non mi piaceva proprio, era troppo rigido e freddo e già temevo quelle storie (in genere abbastanza giapponesizzanti) dove il lui della situazione è un pezzo di ghiaccio, uno st****o che tratta la protagonista come una pezza da piedi per tutto il tempo, senza mai mostrare un briciolo di sentimento. Per fortuna i drama coreani non sono così (ed è uno dei motivi per cui li apprezzo tanto) e Tae Joon inizia presto a sciogliersi e a mostrare al lettore un lato più tormentato ma anche più tenero. Con Jae Hee, compagna di stanza, si sviluppa prima un'amicizia e poi... chissàxD
Ma il personaggio che più ho amato è stato sicuramente Eun Gyeol.


Eun Gyeol è il migliore amico di Jae Hee. Conosciuto nella nuova scuola, si fa impietosire da questo novellino preso di mira dai soliti bulletti e interviene per aiutarlo, stringendo in brevissimo tempo una forte amicizia. Prestissimo, però, i suoi sentimenti cambieranno, e con suo grande sconvolgimento, perchè Eun Gyeol è sempre stato, senza alcun dubbio, etero.
Eun Gyeol è l'unico personaggio di questo drama ad essermi realmente entrato dentro. Destinato fin dagli esordi alla più crudele delle friendzone, è il ragazzo per cui ho parteggiato (assolutamente senza speranza) dall'inizio alla fine. Non perchè sia particolarmente bello (non lo è) ma perchè è simpatico, allegro, leale e tenerissimo come innamorato. Ecco, i bad boy mi piacciono, ma quando mi trovo davanti un personaggio come Eun Gyeol impazzisco: il cattivo ragazzo affascina, ma il bravo ragazzo (se è come lui) è quello che mi fa innamorare.
Purtroppo Jae Hee non è d'accordo con me-.- In questo caso, la correttezza dei personaggi coreani (per quel che ho potuto vedere finora) non mi è stata d'aiuto: Jae Hee non tentenna minimamente nei confronti di Eun Gyeol, che rimane per lei solo un ottimo amico. Ogni suo pensiero è dedicato a Tae Joon, con buona pace del povero Eun Gyeol, della sua accettazione totale di Jae Hee perfino come ragazzo e del suo esserci sempre, senza mai chiedere nulla in cambio.
Eun Gyeol è uno dei motivi per cui Jae Hee mi piace così poco, fra l'altro. Sebbene la mia parte razionale si renda conto che non c'è mai stata scorrettezza nel suo modo di rapportarsi con l'amico, la parte irrazionale vorrebbe prenderla a zappate sui denti per la pochissima attenzione che gli presta. Va bene che non ne sei innamorata, però è il tuo migliore amico, e che cavolo! Questa situazione porta inevitabilmente a riflettere su come un rapporto possa essere vissuto molto diversamente fra le parti in causa: se per Eun Gyeol Jae Hee è tutto il suo mondo, per Jae Hee Eun Gyeol è solo un amico, una comparsa in uno spettacolo dove tutta l'attenzione è puntata su Tae Joon.


Uno degli aspetti che più ho apprezzato di questo drama è il gruppo di amici che viene a gravitare intorno a Jae Hee. Sono divertenti e un po' scemi, ma anche inaspettatamente complessi. Ricordiamoci che siamo in una scuola maschile esclusiva, dove lo sport è importantissimo. Le rivalità - anche i rancori - sono dietro l'angolo. Un personaggio in particolare agli inizi ricopre un ruolo quasi esclusivamente negativo. Con il proseguire degli eventi, però, e l'approfondirsi dei rapporti, molte delle situazioni iniziali muteranno.


In definitiva, mi è piaciuto questo drama?
Abbastanza. Dopo i primi episodi un po' stentati mi ha coinvolta e ha tenuto la mia attenzione fino alla fine, il che è senz'altro positivo. Tuttavia molti aspetti non mi hanno convinta del tutto e non sono mai riuscita a farmi coinvolgere e parteggiare per i protagonisti come per gli altri due drama che ho visto. Non vi consiglierei, dunque, di approcciarvi a questa realtà proprio con questo drama:)

Virginia

lunedì 26 giugno 2017

Recensione in pillole: Il rosso e il nero di Stendhal, L'anello di re Salomone di Konrad Lorenz e La musica nelle tue parole di Serena Nobile

Ciao a tutti lettori e buon inizio settimana! Non so voi ma qui da me si muore di caldo (per chi non lo sapesse, sono di Bologna e per noi e pochi altri fortunelli c'era il bollino rosso-.-) e l'unica cosa umanamente possibile è spiaggiarsi in piscina o rinchiudersi in un luogo provvisto di aria condizionata. Per fortuna a farmi compagnia ci sono i libri (sempre siano benedetti). Dopo il periodo di crisi, sono ufficialmente guarita! Non h mai smesso in maniera effettiva ma sto recuperando un buon ritmo e, soprattutto, la VOGLIA. Tanto che oggi mi ritrovo a sfoderare nuovamente le mie Recensioni in pillole per parlarvi degli ultimi tre titoli che mi sono passati per le mani.
Ma andiamo con ordine ed eccovi le mie opinioni!

Titolo: Il rosso e il nero
Autore: Stendhal
Casa editrice: Einaudi
Numero di pagine: 619
Formato: Cartaceo

Scritto tra la fine del 1829 e la prima metà del 1830, Il rosso e il nero è il secondo romanzo di Stendhal. L'autore ne corregge le bozze durante le giornate della Rivoluzione di luglio, che liquida la Restaurazione e inaugura la monarchia borghese di Luigi Filippo. Di questo passaggio cruciale Stendhal restituisce con fedeltà lo spirito, muovendo dalla realtà della provincia per approdare a Parigi, dove da sempre si annodano e si sciolgono i destini politici della Francia. Qui Julien Sorel, giovane avventuroso, romantico e calcolatore, sfida se stesso e la società che vorrebbe conquistare: i suoi amori travolgenti e la sua arida sete di dominio, che di volta in volta gli consentono di affermarsi pur portandolo alla distruzione, sono i segni distintivi di una letteratura che sa misurarsi con le piú profonde contraddizioni dell'animo umano.

Avevo questo romanzo in casa da tempo e, grazie all'università, finalmente l'ho letto. Ora della fine, purtroppo, non posso dire che mi abbia trasmesso nulla di particolare. 
Sicuramente mi ha colpita il protagonista, Julien Sorel. Fin dall'inizio si classifica come diverso ed è arso da un carattere estremamente passionale a cui si accompagna una forte ambizione. Fin dall'inizio lo vediamo lacerato fra i suoi due istinti primari - da qui anche il titolo. Non sa se assecondare il suo desiderio di affermazione in una società che, per la sua origine, lo penalizza e che l'unico spiraglio che concede per la crescita è la via della Chiesa, o se seguire il suo animo che lo vorrebbe Grande sulla scia del suo idolo, Napoleone Bonaparte. Bisogna tenere anche conto del periodo in cui è ambientato il romanzo. La Francia ha attraversato la Rivoluzione e ha poi conosciuto il tradimento e la grandezza di Napoleone; il mondo antico, così come molti lo conoscevano, è scomparso, sconquassato da cambiamenti repentini ed epocali. Il nuovo mondo, l'impero del Soldo e del Borghese, va imponendosi. Contro questa nuova realtà lottano Stendhal e il suo magnetico eroe, ma chi lo sa se ne usciranno vincitori.
Accanto al dilemma - piegarsi a questa nuova realtà o seguire i propri ideali - assistiamo alla tormentata vicenda amorosa di Julien, inscindibile però dal suo stesso tormento interiore. Da una parte ama la spontanea e dolce signora de Renal, dall'altra la sua ambizione e la sua tensione all'irraggiungibile lo legano all'aristocratica Mathilde de la Mole. Il contrasto fra i due personaggi femminili - espressione della scissione nello stesso animo d Julien - l'ho trovato molto interessante. 
Da un lato c'è la signora de Renal. Lei è vera, ingenua, "di pancia". Il suo è un amore puro e incondizionato, soprattutto perchè non cercato, anzi, spesso sofferto e fonte di tormento per una donna che prima era l'irreprensibile moglie di un ricco borghese e una madre amorevole. Improvvisamente Julien, accolto in casa come precettore dei suoi figli, diventa il suo mondo: se ne innamora, lentamente ma inesorabilmente. Finchè quell'amore è vissuto i maniera platonica e inconscia, la signora de Renal è felice. Ma poi, con la consapevolezza, arriva il peccato, e da lì il tormento. Ma questo sentimento non sporcherà mai un animo che rimane sempre limpido e puro.
Mathilde è molto diversa dalla sua rivale. Esponente della più antica nobiltà parigina, è giovane, ricca, bellissima, brillante e orgogliosa. Soprattutto, è annoiata. Mathilde è molto simile a Julien: entrambi sono dei sognatori, scontenti della realtà in cui si ritrovano a vivere. Entrambi aspirano alla grandezza, all'immortalità. Entrambi nutrono un temperamento forse troppo eccitabile con letture che, in realtà, sono proprio atte a rinfocolare quest'esaltazione. Forse per questa eccessiva somiglianza, il loro non può essere un rapporto tranquillo. Fra di loro si svolge una vera e propria guerra, dove la vittoria è solo momentanea, perchè il prevalere dell'uno porta immediatamente a un rovesciamento dei ruoli. Si consuma dunque un'aspra lotta fra l'orgoglio di entrambi: Mathilde è fin troppo consapevole della sua maggior posizione sociale per vivere quell'amore senza ricordare il suo "abbassarsi"; Julien, che detesta per principio chiunque sia socialmente meglio di lui, si sente umiliato a sua volta da quella disparità fin troppo evidente e sofferta.
Mathilde cerca in lui la grandezza di sentimenti che non ritrova fuori dalle letture e dalla Storia passata; Julien cerca l'innalzamento sociale e, in definitiva, la vittoria su un ceto dal quale si sente costantemente oppresso.
Il finale asseconda lo spirito Romantico dei personaggi e segna una definitiva vittoria del sentimento sulla ragione.

Titolo: L'anello di Re Salomone
Autore: Konrad Lorenz
Traduttore: Laura Schwarz
Casa editrice: Adelphi
Numero di pagine: 278
Formato: Cartaceo

Che i pesci possano essere estremamente passionali; che le tortore siano più feroci dei lupi con gli animali della propria specie; che un’oca possa credere di appartenere alla specie umana, e in particolare di essere la figlia dello scienziato che l’ha covata: ecco alcune delle sorprese che avranno i lettori di questo libro. Che cosa significhi capire gli animali moltissimi di noi lo hanno imparato dalle sue pagine. Non solo perché Lorenz è stato uno dei padri fondatori dell’etologia, ma perché Lorenz ha saputo vivere con gli animali, con una curiosità, un’affettuosità verso ogni creatura, un senso del gioco e un dono del raccontare le loro storie che mai ha manifestato così compiutamente come nell’"Anello di Re Salomone". "L’anello di Re Salomone" fu pubblicato per la prima volta in Germania nel 1949.


Questo libro è una via di mezzo fra il romanzo il saggio. Ma forse, in realtà, non è nessuno dei due. Sebbene l'autore, infatti, abbia ricevuto il Nobel nell'ambito della scienza, questa sua opera esula da un contesto prettamente scientifico e diventa un'incantevole, tenera lettura per chiunque ami gli animali o ne sia comunque incuriosito. Lorenz, infatti, è un uomo che ha vissuto un'esistenza votata al suo amore per la natura e per gli animali che la popolano: pesci, uccelli, mammiferi. In questo libro trascrive l'esperienza di una vita vissuta a contatto con loro e lo fa non con il tono freddo e impersonale dello scienziato ma con l'occhio amorevole ed esperto di chi non solo gli animali li studia, ma li ama anche e li rispetta.
Abbiamo quindi un insieme di aneddoti, tutti strani e divertenti, che inteneriscono e fanno sorridere, perchè chi un po' gli animali li conosce sa che sono buffissimi. 
Se ne ricava però una lettura un po' più sottile. Alcuni dei messaggi mi hanno colpita, perchè mi sono ritrovata spesso a rivedermi in alcuni comportamenti un po' superficiali.
Innanzitutto, l'uomo è di fatto un animale e in quanto tale conserva determinati istinti. Di base, però, l'uomo è andato molto oltre. Il che non è per forza un fattore positivo, come viene mostrato spesso e volentieri nel libro. Con l'autocoscienza e, soprattutto, la morale, l'etica, abbiamo in realtà perso il senso del giusto e dello sbagliato. L'animale non è mai crudele, anche quando a noi appare così: è un'antropomorfizzazione. L'animale si comporta in base alla propria natura e, in quanto tale, non agisce mai in modo "sbagliato", con l'accezione che vi diamo noi. E questo vale per il lupo, che ha degli istinti che lo portano a non dare mai il colpo di grazia al suo rivale lupo in uno scontro, ma anche per le tortore, che non hanno nessun istinto simile e che quindi possono infierire fino alla morte su un membro della propria stessa razza.
Ho trovato questo libro estremamente scorrevole e appassionante e credo che tutti quanti potrebbero leggerlo e amarlo. Non è un trattato di scienza ma comunque il fatto che a parlare sia nientemeno che un Nobel rassicura il lettore: un libro leggero, certo, ma scritto da chi le cose le SA, in questo periodo dove pare che tutti sentano il bisogno di mettere la bocca su tutto.

Titolo: La musica nelle tue parole
Autore: Serena Nobile
Casa editrice: Harper Collins
Numero di pagine: 205
Formato: Digitale

Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d'altri tempi. L'unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt'altro che d'accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un'emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo. 

Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l'apparente ostilità. 

Resistere è impossibile, dimenticare inaccettabile, e il pericolo si prepara a emergere dall'ombra.



La serie Cinque sensi torna con un nuovo romanzo, ancora più intenso e ricco di suspense.


A distanza di pochissimo tempo, Serena Nobile (alias Virginia de Winter) ci offre il secondo volume della serie I 5 sensi. Questa volta la protagonista è la cantane lirica Vittoria Desseny che, nella calorosa e caotica Napoli, si prepara a calcare le scene nel ruolo della celebre Tosca, in compagnia del coprotagonista più detestato - da lei - di sempre: il fratellastro Lorenzo, un affascinante argentino dagli occhi verdi e conturbanti. Se a questo aggiungiamo la iella tradizionalmente legata a questo spettacolo e strani avvenimenti che inquietano molto Vittoria e le sue tre amiche - anche da punti molto distanti del globo - il lettore capisce che gli si preparano pagine molto interessanti da leggere.
Questo secondo romanzo mi è piaciuto più del primo (qui la recensione): non solo la storia d'amore e i caratteri dei protagonisti sono più nelle mie corde, ma la parte mistery comincia finalmente ad emergere qui con prepotenza, inquietando il lettore.
Come al solito, i personaggi secondari sono un po' il sale dei romanzi di quest'autrice, che non si smentisce regalandoci Pietro, un pappagallo che conosce poche parole ma buone (anche se non sempre tutte beneducate) e Tita, l'irresistibile governante della famiglia Desseny che cospira e briga come una perfetta macchietta da Opera.
Ciò che più mi è piaciuto è stato l'ambiente artistico e musicale in cui si è svolto il romanzo: l'Opera, appunto. Abbiamo dunque non solo continui riferimenti ad essa e divertenti aneddoti, ma ogni capitolo prende il suo titolo da una frase tratta da uno spettacolo celebre - frase che, ovviamente, si sposa alla perfezione con ciò che accade nel capitolo.
Unica piccola delusione. Nel primo romanzo avevo amato la descrizione ricca e irresistibile di una Roma magnetica e speravo di ritrovare questo ritratto anche per Napoli, ma purtroppo così non è stato. La città si vede che è conosciuta all'autrice, che ce la descrive con amore, ma personalmente mi è mancato quel senso di nostalgia e magnetismo che invece ho trovato con Roma come palcoscenico. Ma probabilmente è stata una mia impressione, che ha influito il giusto sul mio gradimento generale del libro.

E con questo è tutto! Mi sa che ci rivedremo presto con una nuova CineRecensione (tremate, i drama son tornatixD). Nel mentre, vi auguro buone letture e buona settimana:)

Virginia







sabato 17 giugno 2017

CineRecensione#7: Boys over flowers (drama)



Anno: 2009
Episodi: 25
Categoria: KDrama

La giovane Jan Di figlia di normali lavandai, entra per caso nella scuola più famosa di Corea, una scuola frequentata solo dai figli delle famiglie più ricche e potenti. In questo istituto Jan Di farà la conoscenza degli F4,  quattro amici che compongono "il meglio" di quella società ristretta. Il loro leader è il temibile Jun Pyo, ragazzo problematico dal carattere infantile e un po' violento che non potrà che scontrarsi subito con la nuova arrivata....



Salve a tutti Viaggiatori del Labirinto e buon sabato. Era da un po' che cercavo il tempo da dedicare a questo articolo e non vi dico che ore sono adesso che lo scrivo (dico solo che è stata una nottata infernale -.-). Ma non tutto il male viene per nuocere e se proprio devo passare una nottataccia, tanto vale sfruttarne ogni singolo minuto.
Prima di iniziare a parlare dell'opera in questione, una doverosa spiegazione. Nell'ultima CineRecensione avevo detto che, essendo la mia attenzione fissa su Netflix, avrei allargato òle mie recensioni anche alle serie tv. Ecco, poco tempo dopo ho scoperta un'altra - e molto più seria - dipendenza: i drama coreani (per ora, ho sempre il tempo di espandermi in altri Paesi dell'Oriente;)).
Due parole per chi non ne sapesse nulla (come me giusto due settimane faxD): con drama si intendono le serie tv prodotte da paesi come Cina, Giappone, Corea e Taiwan (mi sembra di capire che queste siano le più diffuse). Sono produzioni con un numero generalmente limitato di episodi (niente soap opera, insomma), spesso tratte da manga, e che hanno un nutrito seguito anche qui in Occidente. Per questo si trovano in internet vari siti di streaming, download e fansub vari. A questo proposito, aggiungo che sono aperta ad ogni dritta, essendo io ancora inesperta. Se volete maggiori informazioni, chiedete pure: per quel che posso, cercherò di rispondervi.
Io ho scoperto i drama per caso, perchè ne vedevo parlare da alcuni contatti su fb. Incuriosita, mi sono informata e ho poi deciso di provare a iniziarne uno - quello che vi recensisco oggi.
Ecco, è stato l'inizio della finexD



La prima cosa da chiarire riguardo a questo drama, è che mi ha creato una profonda, dolorosa e inspiegabile dipendenza. Inspiegabile perchè non credevo mi sarebbe piaciuto così tanto (non sapevo neanche, prima di iniziare, se sarei riuscita a portarlo a termine, a dirla tutta), perchè è pieno di difetti, perchè è la quintessenza del trash.
Detto questo, erano anni (ANNI) che un libro o un film non mi prendevano a questo punto. Al punto da farne quasi una malattia, da stare fisicamente male a ogni momento di angst (e fidatevi, ce n'è a pacchixD), da avere il pensiero fisso. La mia crisi del lettore di cui vi accennavo nell'ultimo post è nata a causa di questo drama. Non sto esagerando e sono perfettamente seria, tanto da confessarvi che mi ha un po' preoccupata questa reazione viscerale al drama e spero di non ripeterla più, perchè non mi ha fatta stare bene (ma di questo contavo di parlare meglio in un Chiacchiericcio, a dire il vero).
Chiarito questo, passiamo a parlare del drama in questione.
Come potete vedere, la trama è molto semplice e vi assicuro che è anche piuttosto canonica (da qui l'inspiegabilità della mia ossessionexD). In realtà mi è sembrato di vedere un anime interpretato da persone reali, ad essere sincera, perchè se è vero che i drama sono un po' l'equivalente asiatico delle nostre serie tv occidentali, è anche vero che seguono delle regole completamente diverse.
Prima di tutto, la regia. Perfino un'inesperta come me ha visto la differenza tra un prodotto come Chiamatemi Anna e Boys over flowers: quest'ultimo è un prodotto televisivo, senza particolari degni di nota dal punto di vista del montaggio (per quel che ne posso capire io).
Altro aspetto tipico (sto guardando altri drama e credo che sia proprio una caratteristica del genere): se siete pratici di anime, saprete che le vicende alternano momenti seri ad altri comici, ma di una comicità paradossale, per certi aspetti. Questo si ritrova anche nei drama, da qui l'impressione di assistere alla trasposizione in carne e ossa di un cartone. A me personalmente non ha dato fastidio, ma capisco che per lo spettatore occidentale medio può essere un po' strano assistere a certe scene:)



Uno dei motivi per cui ho amato questo drama sono stati i due protagonisti, Geum Jan Di e Goo Joon Pyo (nonchè unici nomi che ricordi o.O). Nonostante l'immagine idilliaca che vedete qui sopra (AMORI *-*) il loro è tutto meno che un rapporto idilliaco, e fin dagli inizi. Fin da subito, infatti, si scontrano con molta durezza, entrambi ostinati e orgogliosi. Vengono da due mondi molto diversi e hanno caratteri molto lontani ma, come scopriranno, hanno in comune ciò che davvero conta.
Come vi dicevo, però, il loro è un inizio travagliato: più che innamorarsi, si scontrano: lui è un prepotente e lei è invece una ragazza che non tollera gli abusi. La scintilla, in una scuola dominata dal bullismo e tiranneggiata dalla corte degli F4, è immediata. E non senza conseguenze. Abituato a vedersi sempre obbedito e riverito, Joon Pyo reagisce con violenza alla sfida di Jan Di, che dal canto suo non ha la minima intenzione di farsi mettere i piedi in testa. Questa reazione senza precedenti sconvolge non solo Joon Pyo ma anche i suoi amici, gli altri F4, con i quali Jan Di ha un rapporto ambivalente: da una parte non li sopporta per la loro arroganza, dall'altra si è innamorata a prima vista di Ji Hoo, che sembra diverso dagli altri. Ma Ji Hoo ha una storia travagliata alle spalle -come tutto il gruppo, del resto - e il loro rapporto non sarà così semplice.

Si evince il mio amore per il protagonista - e un amore che può tollerare un simile taglio di capelli non può che essere Vero Amore*-*

Joon Pyo è irresistibile nella sua imperfezione. Non aspettatevi un Principe Azzurro ma neanche un Bad Boy canonico. Joon Pyo, sotto una patina di aggressività e violenza che scema nel corso del drama e della sua maturazione, nasconde una grande insicurezza e solitudine. Joon Pyo è infantile, irritante, prepotente; ma è anche dolce (quando vuole), spontaneo, generoso e non ha paura di affrontare i propri sentimenti (una volta compresi). Joon Pyo è un'amalgama di difetti e qualità e sembra sempre cozzare con Jan Di, che è invece calorosa e solare, semplice se confrontata alla complessità di Joon Pyo. Ma dei due, il più onesto con i propri sentimenti è senz'altro Joon Pyo: una volta presa coscienza dei propri sentimenti, non si arrende neanche davanti all'aperta ostilità di Jan Di, che lentamente sarà costretta a cambiare opinione su di lui. Cosa che avviene anche grazie al cambiamento di Joon Pyo. Se agli inizi, infatti, incontriamo un bulletto violento a cui verrebbe voglia di piazzare due ceffoni (Jan Di si toglie un paio di sfizi, in questo sensoxD), innamorandosi di Jan Di inizia a prendere coscienza di alcuni degli aspetti meno piacevoli del suo carattere e cerca, per quanto possibile, di cambiare. Questo è un aspetto che ho apprezzato moltissimo.
Questo e la coerenza e sincerità dei suoi sentimenti. E questo vale anche per gli altri personaggi del drama. Ho trovato una grande maturità emotiva in loro: non sempre il primo amore è quello giusto, non sempre i sentimenti sono ricambiati come vorremmo. Ciò non impedisce di creare legami profondi e di realizzare che l'amore, forse, non lo troviamo sempre nelle somiglianze.


Ji Hoo è uno dei personaggi più importanti del drama. Primo amore di Jan Di e poi migliore amico, è riuscito a piacermi - e pure parecchio - nonostante il ruolo da terzo incomodo che ricopre. Molto diverso da Joon Pyo, agli inizi è un pezzo di ghiaccio, rinchiuso in sè stesso e nella sua musica. Jan Di, con la sua freschezza e gioia di vivere, riuscirà a "scongelarlo", facendoci conoscere un ragazzo segnato da molti lutti ma con molto da dare. Sensibile, gentile, disinteressato. Ji Hoo è uno dei personaggi a cui il drama riserva molto spazio ma concede poche gioie e questo mi è dispiaciuto molto.


Sicuramente l'amicizia è un aspetto importante di questo drama. Messa continuamente alla prova, dimostra la sua profondità nel momento in cui non si spezza neanche davanti alle crisi più nere e sopravvive perfino all'amore - e alla sua fine. 
Il rapporto centrale è quello fra gli F4, ma anche quello tra ragazze ha la sua importanza. All'amica storica di Jan Di - Ga-Eul - è riservato un pezzo di storia tutto suo (anche se piccolo), mentre mi ha colpita il personaggio di Jae Kyung. Il suo ruolo dovrebbe portare un forte antagonismo con Jan Di, invece le due, conosciutesi in circostanze non sospette, nonostante tutto riescono a costruire un rapporto fatto di amicizia e rispetto, nonostante il dolore.

Risultati immagini per boys over flowers goo jun pyo
Ogni scusa è buona per piazzare immagini random di Goo Joon Pyo*-*

In definitiva, questo drama è perfetto, quindi?
Neanche per sogno! Come vi dicevo, è assolutamente trash e forse parte del suo fascino sta anche lì. A parte un gusto per la moda davvero orrido (ma davvero in Corea nel 2009 si vestivano così? o.O), abbiamo alcuni spunti non affrontati bene e una parte centrale lenta che personalmente avrei un po' tagliato. Inoltre, vi consiglio questo drama solo se apprezzate l'angst, perchè ne è pieno e io, guardandolo, ho sofferto come un cane la maggior parte del tempo (davvero, non sono emotiva, non sono abituata a stare così malexD). Se il numero di episodi non fosse limitato, il pericolo sarebbe stato di scadere nella più becera delle soap opere, invece per fortuna si sono fermati primaxD
Sono felicissima di essere stata "svezzata" da questo drama (scelto totalmente a caso, fra l'altroxD) e lo consiglio a chiunque voglia una storia d'amore non sdolcinata ma apprezzi anche molto angst.
Infine. Come segno della mia ossessione, sono andata a cercarmi i video (subbati in inglese) delle canzoni portanti di questo drama. Due in particolare le ho ascoltate fino alla morte, un po' per il video in sè e i ricordi legati alla musica, un po' perchè le trovo effettivamente belle - e molto più apprezzabili capendone il significatoxD Io ve le riporto, se siete curiosi, ma vi faccio un avviso iniziale: non guardate se avete intenzione di vedervi il drama, perchè i video sono composti da pezzi presi dallo stesso e rischiate spoiler piuttosto grossi. Se invece non avete intenzione di vederlo/non vi importa degli spoiler, eccoveli qua*-*
In questo primo video, le immagini sono tratte dai primi episodi, quando Joon Pyo si innamora di Jan Di ma lei non lo ricambia, innamorata invece di Ji Hoo (doverosa spiegazione per chiunque voglia capirexD). Per come le interpreto io, le parole della canzone possono quindi riferirsi sia a quello che prova Joon Pyo per Jan Di ma anche a quello che prova Jan Di per Ji Hoo.


Questa è invece la mia preferita, una botta d'allegria non da pocoxD Giusto per farvi un'idea dell'angst a cui andate incontroxD
Le immagini sono prese un po' da tutto il drama, ma il testo si sposa in modo particolare con gli ultimi episodi.




E niente, questo è quanto. Sento di non aver reso giustizia al mio fangirlismo con questa recensione (la follia pura se l'è già sorbita la mia povera sorellaxD), ma spero comunque di avervi interessato!
Ma adesso chiedo a voi! Guardate dtrama? Se si, avete visto questo? E quali mi consigliate (perchè qui non ci si ferma, ma proprio per nullaxD)?
Un saluto a tutti,

Virginia