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Titolo: The Quick - Misteri, vampiri e sale da tè Autore: Lauren Owen Traduttore: Lucia Olivieri Casa editrice: Fazi Editore Numero di pagine: 523 Formato: Cartaceo |
Inghilterra, fine Ottocento. James e Charlotte sono due fratelli orfani che vivono in una dimora signorile sperduta nella campagna inglese. Una volta cresciuti le loro strade si dividono: James, timido aspirante scrittore, terminati gli studi a Oxford divide l’appartamento in affitto a Londra con un affascinante giovane aristocratico. Grazie alle conoscenze del ragazzo, viene introdotto nei salotti dell’alta società e trova l’amore dove non se lo sarebbe mai aspettato. Poi, improvvisamente, scompare senza lasciare traccia.
Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s’immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l’esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l’Ægolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d’Inghilterra, cupo circolo d’élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell’altro: una serie di sorprese che lasceranno il lettore senza fiato fino all’ultima pagina.
Nel suo coinvolgente romanzo d’esordio, Lauren Owen ha creato un universo fantastico che risulta allo stesso tempo accattivante e spaventoso, dove la seduzione del gotico si fonde con l’incanto dell’ambientazione vittoriana.
Preoccupata e determinata a trovarlo, la sorella Charlotte parte per Londra e s’immerge nelle tetre atmosfere della città industriale, dove scopre l’esistenza di un mondo segreto, popolato da personaggi incredibili e loschi che vivono ai margini della città. Un mondo in cui i confini della realtà hanno assunto forme tutte nuove. Per lei si apriranno le imponenti porte di una delle istituzioni più autorevoli e impenetrabili del paese: l’Ægolius club, luogo di ritrovo degli uomini più ambiziosi e pericolosi d’Inghilterra, cupo circolo d’élite che cela mille segreti, uno più terrificante dell’altro: una serie di sorprese che lasceranno il lettore senza fiato fino all’ultima pagina.
Nel suo coinvolgente romanzo d’esordio, Lauren Owen ha creato un universo fantastico che risulta allo stesso tempo accattivante e spaventoso, dove la seduzione del gotico si fonde con l’incanto dell’ambientazione vittoriana.
«Sovversivo, divertente, mette i brividi. Non si fa in tempo a tirare un sospiro di sollievo, che subito accade qualcosa di ancora più orribile».
Hilary Mantel
Hilary Mantel
«Un esordio da brivido per i fan di Wilkie Collins e Sir Arthur Conan Doyle. Energia pura. Un esempio perfetto di romanzo impossibile da mettere giù».
«The Economist»
«The Economist»
«Un’ottima storia di vampiri alla vecchia maniera. Che divertimento».
«The New York Times»
«The New York Times»
«Un blockbuster gotico».
«Independent»
«Independent»
Quando ho visto questo romanzo in libreria, ho seguito l'istinto e l'ho comprato. Non era in previsione, ma mi ha colpita e non ho saputo resistere, complice una trama accattivante e una cover che, dal vivo, rende molto di più che non dallo schermo di un computer.

Uno degli aspetti positivi del romanzo, dunque, è senz'altro questo. La Owen ci racconta una vera storia dell'orrore, una storia di violenza e vendette, di lotte e difficili alleanze.
Un altro punto a favore è l'ambientazione, come vi accennavo prima. Cosa potrebbe sposarsi meglio che non i vampiri, l'Inghilterra e una storia gotica?
Purtroppo, nonostante tutto, il romanzo non mi ha colpita fino in fondo, deludendo parzialmente le mie aspettative. Uno dei problemi è stato quello dei personaggi, con cui non sono riuscita ad entrare in sintonia. Primo fra tutti James, uno dei protagonisti assoluti, che fin dall'inizio mi è parso scialbo e, nonostante tutte le sue vicissitudini, non è riuscito a entrarmi nel cuore. La sorella, Charlotte, mi è piaciuta già di più, ma non è stata ben sfruttata, a mio parere.
Assolutamente azzeccato, invece, il personaggio di Mould, vero antagonista della storia, anima nera della vicenda. Vincente è stata anche la narrazione della Owen, che è ricorsa a stratagemmi quali diari e salti temporali per mantenere alta la suspence.
Se proprio qualcuno mi è piaciuto, sono stati gli Alia, i vampiri di Salmon Street che si contendono il territorio con quelli del club. A modo loro, hanno costruito una vera famiglia e hanno mostrato come anche i vampiri, nonostante un'indole diametralmente opposta a quella degli umani, riescano a stringere legami e a provare sentimenti, anche se differenti.
Uno dei fulcri del romanzo è la differenza fra gli umani e i vampiri.
In questi anni la figura del vampiro è stata presa e rimaneggiata, fino ad allontanarla dal suo significato originario. Di conseguenza, anche il rapporto umano/vampiro è cambiato, sono sfumati i confini.
Il vampiro della Owen è proprio un'altra razza, in confronto agli umani. Per lui, l'umano è solo un contenitore di sangue. Per il resto, prova disprezzo e disgusto per questa creatura tutto sommato inferiore. Gli umani, che avvertono a livello inconscio la pericolosità di questi predatori, ne diffidano istintivamente, pur essendo in pochi a conoscerne l'esistenza. Non c'è dunque nulla di sensuale nel rapporto che delinea la Owen, ma solo fame che deve essere saziata ed esseri che sembrano lì apposta per farlo.
La Owen, però, non cade nell'errore di banalizzare i vampiri e li differenzia l'uno dall'altro. Abbiamo dunque quelli del club, pericolosi e spietati, ognuno concentrato su sè stesso. E poi ci sono gli Alia, molto più simili agli umani, ma sempre differenti.
Come dicevo, il libro non mi ha convinta del tutto ma lo consiglio ugualmente, perchè è stato una lettura gradevole e diversa, un ritorno al passato che non mi è affatto dispiaciuto.
Virginia