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lunedì 3 aprile 2017

Book Haul bibliotecario



Buongiorno carissimi lettori! Aprile è ormai arrivato e la sessione estiva avanza di gran carriera. Ma è anche il momento del sole, del caldo, delle prime maniche corte. E io, travolta da queste forti sensazioni, ho deciso di abbandonarmi a ciò che mi riesce meglio: il ratto di libri, non dalla libreria ma dalla biblioteca. Ho deciso di mostrarvi il mio bottino perchè da una parte ne sono molto fiera, dall'altra non è un genere di post che trovi troppo posto sul mio blog, quindi credo che un momento di frivolezza faccia piacere un po' a tutti.
Quindi oggi niente recensioni, niente riflessioni. Eccovi i libri che mi intasano momentaneamente il comodino, ditemi cosa ne pensate;)


Una storia epica e magistrale sull’amicizia e sull’amore nel XXI secolo. Caso editoriale del 2015, forse il più importante romanzo letterario dell’anno, opera di rara potenza e originalità, 'Una vita come tante' è doloroso e spiazzante, scioccante e magnetico. Vasto come un romanzo ottocentesco, brutale e modernissimo per i suoi temi, emotivo e realistico, ha trascinato lettori e critica per la sua forza narrativa, capace di creare un mondo di profonda, coinvolgente verità.

Non so se avete adocchiato questo titolo nei vostri pattugliamenti in libreria. Be', attira sicuramente l'occhio, c'è poco da dire, e il motivo è presto detto: questa recente pubblicazione Sellerio supera le 1000 pagine. E i 20 euri, neanche a dirlo. Non appena l'ho visto sullo scaffale delle novità, non ho potuto non portarmelo a casa. La speranza è di leggerlo, neanche a dirlo, ma ammetto di essere discretamente spaventataxD



È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. 
La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all’ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. 
Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l’ha schiacciata...
Un page turner dalla scrittura forte e la trama perfetta; è facile perdersi nelle sue pagine, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con sorprendente nettezza e originalità. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell’East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.
(Trama de Il richiamo del cuculo)

Questi sono i due romanzi della serie investigativa di J.K. Rowling. Anni fa ho letto il primo ma non ricordo più nulla, quindi ho deciso di riprenderlo in mano e di leggere i libri successivi. Ricordo che Il richiamo del cuculo non mi era dispiaciuto e ho letto recensioni molto positive sul secondo e, soprattutto, sul terzo (che avevo acquistato in digitale mesi fa approfittando di un'offerta). Sono davvero curiosa di riprendere in mano questi personaggi*-*


Sullo sfondo delle miniere del Galles, una storia umanissima di grandi, fondamentali conflitti sociali, civili e sentimentali.
Nel cuore dei protagonisti divampa la lotta per ottenere più giustizia, libertà e realizzare finalmente un ideale e un progetto di vita più felice. Molti sono i contrasti e i conflitti che Cronin ritrae con sottile e attenta psicologia, dando ai personaggi una profondità autentica, che si può riscontrare solo nei ritratti dei grandi e affermati romanzieri. Il soffio della vita vissuta è presente in tutto il libro ed è la caratteristica che ha fatto conoscere Cronin a milioni di lettori di tutte le età e in tutto il mondo. Per questo E le stelle stanno a guardare può essere considerato un capolavoro non soggetto alle mode e all’usura del tempo.

Ho sentito spesso parlare di questo libro, anche se pare essere scomparso dal cosiddetto canone. Sono davvero molto curiosa, spero che le mie aspettative non vadano deluse.


Il bus della scalcagnata Veterans' Bus Service, una compagnia di veterani dell'esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d'ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa. Nel tragitto dall'aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell'odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l'aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.

Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l'allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all'università di Melbourne, è diventato «un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell'eroina», un «filosofo che ha smarrito l'integrità nel crimine», uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge.

Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore… A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram, un «uomo della pace di Dio», allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici…

Accolto al suo apparire come un vero e proprio capolavoro letterario, capace di pagine di «inesorabile bellezza» (Kirkus Reviews), Shantaram non è solo «una saga gigantesca e vera» (London Daily Mail), ma anche uno di quei rari romanzi in cui l'ostinata ricerca del bene tocca realmente la mente e il cuore.

Ecco, altro big bookxD Ho paura che non riuscirò a leggere tutto questo ben di Dio, ma la speranza è l'ultima a morire. Questo romanzo è molto conosciuto e, nonostante la mole, tutti lo descrivono molto scorrevole e appassionante. Bene, vedremo. Io sono felicissima di averlo trovato in biblioteca;)


La casa dei Krull è ai margini del paese; e loro stessi, in quanto tedeschi, sia pur naturalizzati, ne vengono tenuti ai margini. Sono gli stranieri, i diversi. Nella loro drogheria non si servono i francesi, ma solo i marinai che a bordo delle chiatte percorrono il canale. E quando proprio davanti a casa Krull viene ripescato il cadavere di una ragazza violentata e uccisa, i sospetti non potranno che cadere su di loro. In un magistrale crescendo di tensione, Simenon ci narra il montare dell’ostilità verso un perfetto capro espiatorio, e il progressivo disgregarsi di una famiglia apparentemente esemplare, osservati dagli occhi penetranti di un cugino a sua volta diverso da loro – diverso da tutti.

Questa novità mi faceva molta gola, quindi l'ho arpionato subito, appena l'ho visto. Non ho mai letto nulla di Simenon e questo romanzo, da quello che ho capito, non è incentrato sulla figura di Maigret. Ciononostante, lo trovo molto intrigante dalla trama e sono davvero curiosa di approcciarmi a questo noto autore.


Tolkien non apprezzava del tutto le biografie. O, meglio, non gli piaceva l'uso di questo genere letterario come strumento critico. "Una delle mie più radicate convinzioni", disse una volta, "è che investigare sulla vita di un autore sia un modo inutile e sbagliato di accostarsi alle sue opere". Ma era senza dubbio consapevole che visto l'enorme successo dei suoi romanzi qualcuno dopo la sua morte ne avrebbe pubblicata una su di lui. Negli ultimi anni della sua esistenza fece dunque qualche "preparativo", annotando con spiegazioni e commenti vecchie lettere e documenti, e scrivendo anche qualche pagina sulla sua infanzia. Questo libro nasce innanzitutto dalla lettura di quei testi, in gran parte inediti, cui Humphrey Carpenter ha avuto accesso grazie alla generosità dei quattro figli di Tolkien, oltre che dai ricordi delle tante persone che lo hanno conosciuto da vicino. Carpenter ricostruisce il contesto storico e culturale in cui Tolkien si formò e lavorò, rievoca l'ambiente familiare e la cerchia delle amicizie (su tutte, il gruppo degli Inklings, con C.S. Lewis), si sofferma sulla genesi dei suoi capolavori e sottolinea la valenza religiosa della sua opera.

Questa biografia è la mia gioia, la punta di diamante del mio bottino bibliotecario*-* Desideravo acquistarlo dalla pubblicazione ma il costo non proprio contenuto mi ha scoraggiata. La mia morigeratezza e oculatezza sono state premiate: l'ho trovato quasi per caso, e non potevo crederci. Ma adesso è MIO, e potrebbe essere una delle mie prossime letture*-* *-*

Ovviamente al mio Haul non potevano mancare un paio di dvd, giusto per non farmi mancare nulla. Neanche a dirlo, anche questi mi hanno resa estremamente felice, quindi ve li mostro, sperando di potervene parlare nelle mie famigerate CineRecensioni.


Ho scoperto di amare Tarantino e quindi sto recuperando pian piano tutta la sua filmografia (mia malvagia intenzione, sappiatelo, è propinarvi una CineRecensione titanica in cui vi parlo di TUTTE le opere di questo autore, preparatevi psicologicamente). Non vedo l'ora di completare la visione di Kill Bill*-*


E infine, l'altra chicca. Faccio la corte a questo film da mesi ma, porca miseria, era sempre fuor! Finalmente l'ho trovato e non vedo l'ora di vederlo, perchè ne hanno parlato tutti benissimo!

Molto bene, questo è tutto. Che ne pensate del mio saccheggio (perchè questo è statoxD)? Conoscete qualche titolo o l'avete letto/visto? Se si, ditemi cosa ne pensate:)

Virginia















sabato 17 settembre 2016

Book Haul di compleanno



Carissimi lettori del blog, dovete sapere che uno dei post (o dei video) che amo di più ha per oggetto i Book Haul. Si, lo confesso, provo un sottile piacere misto a dolore (50 sfumature mi fa un baffo) nel contemplare tutti i vostri acquisti e nel veder aumentare vertiginosamente la mia wl senza muovermi da casa.
Questa volta, però, il Book Haul è il MIO.
Ebbene si. Dovete sapere che l'8 settembre cade il mio compleanno e, da non so quanti anni a questa parte, ho finalmente ricevuto LIBRI. Fra l'altro, sottolineo che sono stati pilotati, perchè ho fornito io la lista da cui scegliere per essere almeno un briciolo sorpresa, ma dettagli. Quel che conta è che ho cominciato a livellare (illusa!) la mia wl, ricevendo in dono dei libri meravigliosi, bellissimi e bla, bla, bla.
Ma iniziamo subito, perchè non sto nella pelle dall'idea di condividere con voi le new entry della mia libreria!

Non poteva assolutamente mancare l'ultima pubblicazione Collins targata Fazi Editore. Dovete sapere che ho scoperto di amare follemente Wilkie Collins e i suoi romanzi mattone di mistero, amore, intrighi, tradimenti e indagini poliziesche. Si, è un mio guilty pleasure, e la Fazi non mi aiuta sicuramente, con queste cover bellissime ed eleganti. Lo ammetto: preferisco spendere di più e accaparrarmi l'edizione Fazi che non risparmiare e comprare la Newton Compton.
Sorry not sorryxD

La pietra di Luna, prezioso e antico diamante giallo originario dell’India, dopo una serie di avventurose vicissitudini sopportate nel corso dei secoli, giunge in Inghilterra e viene donata a una giovane nobildonna di nome Rachel Verinder nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il gioiello, di valore inestimabile, scompare in circostanze misteriose quella notte stessa e un famoso investigatore, il sergente Cuff, viene incaricato di ritrovarlo. L’indagine, per quanto accurata, non porta ad alcun risultato e causa, anzi, sgomento e confusione sia tra i membri della famiglia Verinder che nella servitù. Il romanzo, in cui tutti i personaggi sono apparentemente innocenti ma allo stesso tempo possibili colpevoli, si sviluppa seguendo le sorti della pietra di Luna, in un groviglio di eventi drammatici raccontati, di volta in volta, dai diversi protagonisti.
A fare da sfondo a questo giallo così magistralmente costruito c’è una romantica storia d’amore che, insieme alla suspense e alla curiosità, tiene il lettore avidamente inchiodato al libro dalla prima all’ultima pagina. Unanimemente riconosciuto come uno dei più grandi capolavori di Wilkie Collins, La pietra di Luna, alla sua uscita nel 1868, consacrò il clamoroso successo dell’autore e riuscì addirittura a destare l’invidia di Charles Dickens, suo grande amico e maestro.
«Probabilmente il miglior romanzo poliziesco mai scritto».
G.K. Chesterton
«Il primo e il più grande romanzo poliziesco inglese, un genere scoperto da Collins, non da Poe».
T.S. Eliot
«Un testo esemplare. Un romanzo ragguardevole, avvincente, opportunamente fluviale e, insieme, un libro-simbolo del noir».
«Panorama»
«L’impero, la grande tradizione letteraria, l’immobilità sociale, l’ironia e il patetico, l’ordine e la trasgressione. C’è molta Inghilterra vittoriana in questo poliziesco. Il pubblico, e Dickens, lo capirono».
«Il Sole 24 Ore»


Dovete sapere che quest'inverno mi sono follemente innamorata di John Steinbeck. Di suo ho letto, per ora, solo Furore e La valle dell'Eden (uno più bello dell'altro, capolavori assoluti), ma poi mi sono fermata. Ho dunque inserito in lista un altro suo romanzo (racconto lungo, più che altro) estremamente famoso, che mi incuriosisce da tempo. Spero che sia all'altezza degli altri due, ma sarebbe ingiusto paragonare un racconto di poco più di 100 pagine con due mattoni di 600 e passa.

Pensato per un pubblico - i braccianti della California - che non sapeva né leggere né scrivere, "Uomini e topi" (1937) è un breve romanzo, ricco di dialoghi, che, nelle intenzioni di Steinbeck, avrebbe dovuto essere in seguito adattato, come difatti avvenne, per il teatro e per il cinema. Protagonisti, due lavoratori stagionali, George Milton, e l'inseparabile Lennie Little, un gigante con il cuore e la mente di un bambino, che il destino e la malizia degli uomini sospingono verso una fine straziante. Il ritratto di un'America stretta dalla sua peggiore crisi economica nella drammatica rappresentazione di un maestro.




Dopo La Storia, non potevo certo fermarmi con Elsa Morante:) Ero un po' indecisa se chiedere questo o Menzogna e sortilegio, ma dopo la bellissima recensione di Athenae Noctua de L'isola di Arturo ho deciso che il prossimo titolo doveva essere questo:)

Il romanzo è un'esplorazione attenta della prima realtà verso le sorgenti non inquinate della vita. L'isola nativa rappresenta una felice reclusione originaria e, insieme, la tentazione delle terre ignote. L'isola, dunque, è il punto di una scelta e a tale scelta finale, attraverso le varie prove necessarie, si prepara qui, nella sua isola, l'eroe ragazzo-Arturo. È una scelta rischiosa perché non si dà uscita dall'isola senza la traversata del mare materno; come dire il passaggio dalla preistoria infantile verso la storia e la coscienza.


Questo libro ha una storia strana. Lo avevo adocchiato in libreria più di un anno fa, però costava troppo. Un giorno decisi di comprarlo: all'uscita dal corso lo avrei preso. Quel pomeriggio, però, uscii con un'amica e con quei soldi mi comprai un vestito.
A dimostrazione che un vestito si dimentica ma un libro è per sempre, il vestito lo indossai una volta e il libro non comprato mi rimase sul gozzo, fino ad ora. Sono impaziente di leggerlo e spero proprio che sia all'altezza delle mie aspettative (fra l'altro, è il mio primo Iperborea*-*).

Ci sono libri che danno pura gioia, facendo vibrare dentro di noi tutte le corde del nostro amore per la lettura: il racconto trascinante unito a temi che ci toccano nel profondo, la suspense e l’avventura e un sottile gioco letterario che stimola la nostra complicità, una documentata ricostruzione storica e il fascino di personaggi più grandi del reale, nati già immortali. È quel che capita con il romanzo di Björn Larsson: ci ritroviamo adulti a leggere una storia di pirati con lo stesso gusto dell’infanzia, riscoprendo quella capacità di sognare che ci davano i porti affollati di vascelli, le taverne fumose, i tesori, gli arrembaggi, le tempeste improvvise e le insidie delle bonacce, come anche il semplice incanto del mare e la sfida libertaria di ribelli contro il cinismo dei potenti. In più con la sorpresa di vederci restituito, in tutta la sua ambigua attrazione e vitalità, uno dei personaggi che davano a quell’infanzia l’emozione della paura: chi racconta in prima persona è Long John Silver, il temibile pirata con una gamba sola dell’Isola del Tesoro, fatto sparire da Stevenson nel nulla per riapparirci ora vivo e ricco nel 1742 in Madagascar, intento a scrivere le sue memorie. E non è solo a quell’“e poi?” che ci veniva sempre da chiedere alla fine delle storie che risponde Larsson, è al prima, al durante, al dietro: com’era il mondo all’epoca della pirateria, i legami con il commercio ufficiale, la tratta degli schiavi, il contrabbando, le atroci condizioni dei marinai, i soprusi dei capitani, il codice egualitario dei pirati, le loro efferatezze e quelle contro cui si ribellavano, le motivazioni e le ingenuità dei grandi “gentiluomini di ventura”. Ma è a un personaggio letterario che è affidato il compito di rivelare la “verità”, un personaggio cosciente di esistere solo nelle parole, che dialoga in un pub di Londra con Defoe fornendogli notizie per la sua storia della pirateria, che risponde a Jim Hawkins dopo aver letto L’Isola del Tesoro, e che, in quel continuo gioco di rimandi, indaga sul rapporto tra realtà e invenzione, sete di vivere e bisogno di immortalità, solitudine e libertà, con la consapevolezza che non esiste altra vera vita di quella che raccontiamo a noi stessi.




E infine, il meglio (per modo di dire, perchè io li amo tutti, tutti*-*). 
Ho letto questa trilogia quest'inverno e l'ho amata. Profondamente, visceralmente, intensamente. L'ho amata così tanto che, quando l'ho chiusa, ho sentito un vuoto, così tanto che la didascalia del blog (My spirit is forever free) viene da qui, così tanto che ho rotto le balle a mia sorella finchè non l'ha letta, nonostante sia in inglese. 
Insomma, ho amato questi libri. Tantissimo. 
Mia sorella mi ha fatto una sorpresa e mi ha regalato il cartaceo dell'intera trilogia.
Non potete capire cosa questo significhi per me. Io amo questi libri, li farei leggere a tutti, e amo questa scrittrice. Avere la trilogia in cartaceo è meraviglioso e sto ancora fangirlando.

Its name is spoken only in whispers, if the people of Alban dare to speak it at all: Shadowfell. The training ground for rebels seeking to free their land from the rule of the tyrannical king is so shrouded in mystery that most believe it to be a myth.
But for Neryn, Shadowfell’s existence is her only hope. She is alone and penniless, a fugitive concealing a magical power that will warrant her immediate enslavement should it be revealed. She finds hope of allies in the Good Folk, fey beings who taunt her with chatter of prophecies and tests; and in a mysterious stranger who saves her from certain death but whose motives remain unclear.
Will Neryn be forced to make the dangerous journey alone? She must reach Shadowfell, not only to avenge her family and salvage her own life, but to rescue Alban itself.

Questi sono i libri, anche se manca il regalo dei miei nonni. Ma per quello, quando lo avrò, vi piazzerò una bella foto su InstagramxD
Bene bene, questo per ora è tutto! Ci risentiamo:-*

Virginia