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lunedì 29 agosto 2016

Recensione: La storia infinita di Michael Ende

Titolo: La storia infinita
Autore: Michael Ende
Casa editrice: Tea
Numero di pagine: 436
Formato: Cartaceo


Bastiano è un giovane goffo, e non è quel che si dice comunemente un "ragazzo sveglio", ma la lettura (e il termine è improprio, perché egli passerà alternativamente dal ruolo di lettore a quello di personaggio e di protagonista) di questo libro lo farà cambiare e farà cambiare la Storia stessa. Gli farà capire che il "fa' ciò che vuoi" che sta scritto sull'amuleto ricevuto in dono non significa "fa' quel che ti pare", ma esorta a seguire la volontà più profonda per trovare se stessi. Che è la strada più ardua del mondo. Il libro e Bastiano la percorreranno insieme, e il ragazzo attraverserà tutti i suoi desideri e passerà dalla goffaggine alla bellezza, alla forza, alla sapienza, al potere, fino a quando dovrà fermarsi.

Chi non conosce La storia infinita, anche solo per sentito dire? Chi non ha mai visto - anche solo un pezzettino - del celebre film (di cui, ho scoperto, esistono addirittura due sequel!)? 
Da bambina amavo il film. Quando scoprii che ne esisteva il libro, lo presi in biblioteca, ma la sua lettura non deve avermi colpita particolarmente, perchè non ne ho dei ricordi ben precisi. Non so quale istinto mi ha spinta a comprare il libro e a decidere di immergermi, ormai ventenne, ancora una volta nel mondo di Fantàsia, a leggere delle avventure di Atreiu e del Nulla che, infido e totalizzante, divora pezzo per pezzo il regno dell'Infanta Imperatrice.

La storia infinita è un libro per bambini. Lo pensavo prima di leggerlo e continuo a pensarlo adesso. Il suo segreto - il motivo per cui, a distanza di tanti anni, continuiamo a leggerlo - è che è uno splendido viaggio che regala qualcosa di diverso, qualcosa di più ogni volta che ci si accosta. Ho amato questo libro molto più adesso che non a dieci anni. Ende ci trasmette un messaggio e solo chi è ancora un sognatore, chi è ancora un po' bambino riesce a coglierlo e ad amarlo.
La storia infinita è un libro di magia e avventura, innanzitutto. Ende sbizzarrisce la sua fantasia e ci fa conoscere popoli e luoghi meravigliosi e incredibili, a partire dalla bellissima Torre d'Avorio fino ad Amarganta e al Goab, il Deserto Colorato. La trama è squisitamente semplice: Atreiu deve trovare la cura per la misteriosa malattia dell'Infanta Imperatrice e per farlo avrà il solo aiuto di AURYN, il simbolo dell'Imperatrice stessa che non solo lo protegge dai diversi popoli (non tutti buoni) che vivono in Fantàsia, ma che lo guida anche e gli dà forza.
Oltre a questo - e già è affascinante - Ende vuole trasmettere anche un messaggio: il Nulla che sta divorando Fantàsia è una diretta conseguenza della malattia del nostro stesso mondo, dove nessuno ormai ha più tempo per i sogni e l'immaginazione. In questo mondo che corre e che è diventato tutto grigiore e mediocrità non c'è più spazio per il mistero e per la magia; e chi cerca di trovarne un po' viene deriso e isolato, come Bastiano, l'infelice protagonista di questa storia.
E proprio Bastiano sarà l'assoluto protagonista della seconda parte del romanzo. Se nella prima parte Ende ha approfondito il legame fra il nostro mondo e quello di Fantàsia (il cui nome non è assolutamente casuale), in seguito viene narrata la storia del viaggio di Bastiano all'interno di sè stesso. Ecco dunque che lo vediamo cambiare e diventare ciò che ha sempre desiderato essere, ma non cambiare mai sè stesso davvero, dimenticando ciò che lo rendeva Basiano, ciò che lo rendeva umano, ciò che lo rendeva reale. Finchè non giungerà al culmine di questa sua discesa e non potrà che risalire, sfrondato di ogni ricordo e desiderio, vuoto come un manichino, alla ricerca di ciò che davvero vuole, fino ad arrivare al punto estremo di Fantàsia, nel luogo dove finiscono i sogni dimenticati, alle fondamenta dei mondi.
Ogni cosa in questo romanzo è poetica e toccante; ogni cosa è semplice e genuina e ha quella saggezza che hanno i bambini. Bastiano è tutti noi sognatori, tutti noi ancora bambini, tutti noi derisi, isolati e non amati. Non possiamo esistere senza Fantàsia e Fantàsia non può esistere senza di noi, in un infinito scambio di linfa vitale, simboleggiato dai due serpenti che si mordono la coda raffigurati sul libro rubato da Bastiano, incisi su AURYN. Simbolo, inoltre, dell'eterno ciclo della Storia, che non si ferma mai e che genera sè stessa (i serpenti si mordono la coda o è un serpente che esce dalla bocca di un serpente e a cui esce un serpente dalla bocca? - Mi sto confondendo io per prima non oso pensare voixD).
Ende mescola avventura e magia con profondità e introspezione e quello che ne esce è un libro fra i più belli e toccanti che io abbia mai letto. Se avessi l'abitudine di sottolineare i libri, questo sarebbe un'unica, infinita linea. 
Vorrei che ogni lettore leggesse questo libro; vorrei che TUTTI leggessero questo libro. Qualcuno non lo capirà e vedrà solo una storiella per bambini. Per me è un capolavoro e sono felice di averlo letto ancora una volta, abbastanza grande per capire, abbastanza giovane per sognare.

Virginia