giovedì 14 settembre 2017

Oggi parliamo di... MANGA#1: Questo non è il mio corpo di Moyoco Anno

Titolo: Questo non è il mio corpo
Autore: Moyoco Anno
Casa editrice: Kappa Edizioni
Serie? No, autoconclusivo

Noko Hanazawa è una giovane "office lady" con un'ossessione per il cibo. Di fronte a qualsiasi problema, dalle angherie dei superiori alle offese dei ragazzi, Noko reagisce mangiando compulsivamente, fino a dimenticare ogni cosa. Per Saito, il suo ragazzo, il fatto che Noko sia sovrappeso non sembra un problema. Un giorno però, Noko scopre che Saito ha una relazione con una collega di ufficio, e decide di dimagrire per riconquistarlo, ma le cose sono molto diverse da come sembrano. Una storia d'amore densa, insinuante e a tratti sgradevole nello sua crudezza, ma venata d'ironia. Il racconto della lotta quotidiana tra il bisogno psicologico di nutrimento e il desiderio di essere magri fino a scomparire.

Buongiorno a tutti! Oggi torno sul blog con una novità. Dopo anni in cui non mi sono mai approcciata al genere, finalmente ho letto un manga.
Per prima cosa, qualche precisazione. 
Non ho mai letto manga non per pregiudizio ma per questioni di tempo e di soldi. Di tempo perchè ero fin troppo assorbita dai libri e dalla vita quotidiana per farci entrare pure i manga; di soldi perchè ogni centesimo era sacrificato in tributo all'altare della lettura e pensare di spendere anche solo 5 euro (perchè in genere sono questi i prezzi) per un'opera che avrei letto in 30 minuti al massimo mi disturbava.
Ma tant'è. Ora che la mia giornata è DECISAMENTE più piena (drama e serie tv*-*), ho cominciato a sentire il bisogno di espandere i miei orizzonti artistici. E fu così che mia sorella, dopo mesi a sentirmi blaterare, ha deciso di tagliare la testa al toro e di regalarmelo lei un manga per il mio compleanno. Tenete conto che lei è inesperta quanto me in questo campo, quindi il manga che mi ha poi preso è stato scelto sostanzialmente a naso, ispirata da recensioni e trama. E, ovviamente, seguendo l'unico dogma: doveva essere autoconclusivo.
Mi sono dunque trovata questo fumetto tra le mani e il giorno dopo l'ho letto.
Eccovi dunque la mia recensione, in quella che spero sarà una nuova rubrica - magari non attivissima ma nemmeno dimenticata come altre (VERGOGNA) - sul blog.


Questo che potete vedere è il tratto. Io non sono esperta, ma credo che si distanzi discretamente dallo stile canonico degli shoujo (*manga di genere romantico e indirizzati a un pubblico essenzialmente femminile). Se dovessi inquadrare questo manga in un genere letterario (non lo ripeterò mai abbastanza, sono ignorante in questo campo!), sarebbe la letteratura moderna. 
Quando ho iniziato a leggere, credevo che il tema trattato sarebbe stato quello dell'anoressia. Leggendo, però, mi ci è voluto poco per capire che la storia che mi si stava delineando davanti agli occhi era molto più torbida e contorta di quanto avessi immaginato.
La protagonista, Noko, mangia. Quando sta male, quando l'angoscia, la solitudine e il disprezzo di sè la travolgono, mangia. Mangiando è come se ricacciasse sempre più in fondo al suo stomaco tutte le emozioni negative; come se potesse morderle, triturarle, fagocitarle. Farle sparire. Il grasso che le ricopre il corpo è una barriera. Come dice lei stessa, è come se ne fosse intrappolata; allo stesso tempo, è come se la proteggesse da tutto ciò che non va nella sua vita. Ed è tanto. A partire dal lavoro. Noko lavora in un ufficio e, a causa del suo aspetto non convenzionale e "sgradevole", è il capro espiatorio del capo e di tutti i suoi colleghi; il fidanzato storico - sono assieme da 8 anni - la maltratta e la fa sentire sempre inadeguata, intrappolandola in un ricatto emotivo che sembra senza via di uscita: il disprezzo contro la solitudine. Perchè Noko non ha neanche amici. O meglio, gli unici contatti che ha sono le colleghe di lavoro: magre, belle, raffinate. Per loro Noko è più uno svago, un animaletto: talvolta da accettare, più spesso da deridere. E Noko subisce tutto. L'unica vera spia di malessere è il suo compulsivo attaccamento al cibo, che le porta il disprezzo e il disgusto dei suoi conoscenti.
In questo manga, il tema dell'anoressia non è quello centrale, nonostante le premesse. Il vero significato di questa storia - e forse di tutte le storie che ci parlano del disprezzo verso sè stessi - è riassunto nel titolo: Questo non è il mio corpo. Perchè il corpo di Noko non le appartiene. Che sia grassa o magra, ogni volta obbedisce ai dettami di qualcun'altro: del fidanzato, che la vuole grassa per sentirsi su un piano superiore a lei e cibarsi della sua insicurezza, o dei colleghi, che la vogliono magra per questioni estetiche. Della società tutta, più in generale, che impone un modello, spesso irraggiungibile. Il nostro corpo non ci appartiene perchè lo viviamo sempre in relazione a qualcun'altro.
Un altro tema si va però a intrecciare a questo: quello dell'identità, in primis, e infine della felicità. Noko è un personaggio con cui è difficile empatizzare: è una vittima nata. Non riesce a reagire ai soprusi e, anche davanti alle crudeltà più immotivate, invece di alzare la testa e reagire si piega, si fa piccola. Somatizza il male che ha dentro, lo trasforma in grasso. Nel momento in cui tutta la sua esistenza - per quanto misera - sembra crollarle addosso, riesce finalmente a prendere una decisione: dimagrire, a qualunque costo. Perchè la sua idea di felicità è inevitabilmente connessa a un corpo magro. Perdendo peso Noko non cerca la bellezza: cerca l'accettazione. Nel momento, però, in cui perderà peso, capirà che nulla è cambiato: il fidanzato la tratta peggio di prima, sul lavoro la situazione non è migliorata di una virgola. La felicità che cercava è lontana come lo era prima, perchè finalmente capisce che non è mai dipesa da un numero su una bilancia. Il peso - e l'anoressia dopo - non è che il sintomo di un malessere molto più radicato e profondo. Ma il rendersene conto - e comunque ci vorrà buona parte del manga - non è la conclusione felice della vicenda, perchè è come se Noko continuasse a vivere nell'inadeguatezza e nell'insicurezza. Prima aveva un obiettivo, una risposta. Adesso perfino questa sicurezza è crollata e non le rimane altro - di nuovo - che il cibo, che in un modo o nell'altro continua ad essere lo sfogo del suo male: prima quando abbondava e dopo quando se ne privava. In ogni caso, in tutto il manga è come se Noko si dibattesse alla ricerca di un'identità, di qualcosa in cui definirsi che non sia un'etichetta esterna ("grassa" o "magra"). Se, infine, ci sia riuscita o meno lo lascio scoprire a voi.
La vicenda di Noko si arricchisce con pochi ma determinanti comprimari. Su due in particolare vorrei concentrarmi: il fidanzato, Saito, e una collega, Mayumi.
Saito, come ho già scritto, è il fidanzato storico di Noko. La loro è una relazione malata e morbosa, che vede Saito usare Noko come sfogo delle sue frustrazione. Figlio unico e orfano di padre, Saito vive ancora con la madre: una donna che lo avvilisce continuamente, che lui quasi odia, ma con la quale ha instaurato a sua volta una relazione morbosa. Noko diventa per lui essenziale per ristabilire un senso di superiorità per un uomo che si sente un fallito. Nonostante sia un bell'uomo e la sua attenzione si concentri sulle belle ragazze, gli unici legami che riesce a stringere sono con donne con le quali si sente al sicuro, che può essere lui a rifiutare e a far sentire delle nullità. Noko è la donna perfetta, in quest'ottica. Accecata dalla sua bellezza, dall'incredulità di aver ottenuto l'attenzione di un uomo del genere, accetta i maltrattamenti e le umiliazioni, pronta a tutto pur di non essere lasciata sola. L'effettiva fragilità di Saito esplode nel momento in cui Noko inizia a dimagrire. Questa sua presa di posizione così forte lo mette in crisi e scatena il suo odio. Sente di non poterla più controllare e quindi Noko esaurisce per lui tutta la sua utilità.


Personaggio del tutto differente è Mayumi, che nel corso della storia veste panni quasi satanici. Lei è una collega di Noko, ma non una qualsiasi: è una capobranco, è la più bella e sicura di sè del gruppo, la più sfrontata e la più cattiva. Il suo segreto è quello di sembrare buona e dolce, ma la sua vera personalità viene fuori nel giro di poche pagine. Mayumi vive del confronto con persone come Noko: si nutre della sua infelicità e insicurezza e se ne rafforza. Di più: come dirà lei, odia le persone brutte. Perseguitare e distruggere Noko diventa così quasi una missione, soprattutto nel momento in cui quest'ultima cerca di riemergere dal limbo in cui è sprofondata. Le angherie di Mayumi diventano sempre più crudeli, fino a un livello che ha quasi dell'incredibile. Ma ciò che colpisce davvero di Mayumi è il ruolo che le viene affidato. Uno dei messaggi più forti e disturbanti del manga è che, in un mondo dominato dall'apparenza, la bellezza è garanzia di opportunità e trattamenti migliori. Ancora di più: direttamente dagli antichi greci, ancora un bell'aspetto diventa sinonimo di una bella personalità. Chi è bello può essere un diavolo ma nessuno ci crederà mai del tutto, nemmeno davanti all'evidenza. Come dirà Mayumi a Noko, è molto più facile attribuire azioni squallide a persone brutte. 
Ciò che più mi ha colpita è che il finale del manga, nonostante per certi aspetti possa sembrare positivo, in realtà non lo è per nulla. Nonostante la vittoria, si avverte un senso di sconfitta, di non concluso. Come sempre nella vita, aggiungo io.
Mentre leggevo, mi è venuta in mente un'autrice e un suo titolo in particolare. Ne parlo perchè i temi e le atmosfere buie e malate mi hanno fatto pensare più volte e con insistenza proprio a lei. Sto parlando di Grotesque di Natsuo Kirino, uno dei libri cardine della mia adolescenza, un malloppone di 800 pagine di puro dolore, quasi disgusto. Se avete letto questo manga e vi è piaciuto; se non leggete manga ma queste tematiche vi interessano; se cercato un libro crudele, io ve lo consiglio caldamente.
Detto questo, ho amato questo manga e ne sono rimasta enormemente colpita. Non mi aspettavo questo genere di storia e come vedete ne sono nate parecchie riflessioni. Adesso vorrei continuare questo mio viaggio in questo altro tipo di narrazione e, in attesa del Lucca Comics&Games, raccoglierò in giro informazioni per decidere con quale altro manga proseguire. Avete consigli da darmi? Siete appassionati di manga? Fatemi sapere nei commenti, che sono molto curiosa al riguardo.
Ci sentiamo la settimana prossima con una CineRecensione!

Virginia

22 commenti:

  1. Questo manga mi fa venire in mente il libro Wintergirls di Laurie Halse Anderson. Le storie che trattano di anoressia spesso sono molto crude, ma proprio per questo vere.
    Bellissima recensione e benvenuta nel mondo dei manga! XD
    Eh si, fattelo dire, SHAME, SHAME, SHAME, non leggevo tuoi post da tanto tempoooo (per fortuna ti sento comunque eh)! :-*

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    1. Ho letto anch'io Wintergirls e, a parte il tema dell'anoressia, non credo c'entri troppo. Quello è un romanzo molto young, se ben ricordo, mentre questa è una storia che ti lascia addosso sentimenti contrastanti, molta amarezza e quasi disgusto. Per questo l'ho paragonato a Grotesque, opera che lascia le stesse sensazioni e che colpisce, a mio parere, gli stessi punti.
      Sono felice di essere entrata nel mondo dei manga e non vedo l'ora di approfondire questo mio nuovo interesse:)

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  2. Complimenti per la bella recensione! Nonostante sia abbastanza lunga avrei letto volentieri altrettante righe ulteriori dedicate a questo manga!
    Anche io sono completamente ignorante del genere, ho avuto occasione di leggerne soltanto un paio prestatimi da un'amica. Sono senz'altro letture diversa da quelle dei classici romanzi, ma non per questo meno rispettosi o meritevoli!
    Questo volume mostra come sia possibile trattare tematiche importanti anche tramite dei disegni, che oltretutto sembrano veramente ben fatti nonostante la loro semplicità.
    Insomma, Questo non è il mio corpo è finito dritto dritto tra i prossimi manga da leggere! 😊

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    1. Grazie mille! Mi fa piacere sapere di non averti annoiata, nonostante la mia incontenibile logorreaxD
      Questo manga merita assolutamente, ti consiglio proprio di dargli una possibilità, se ti capita:)

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  3. Ciao Virginia non sono solita leggere i manga però ne sono sempre stata affascinata! Ti seguirò in questa nuova passione e magari inizierò un giorno anche io a leggerli ❤️

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    1. Ciao Ely, anch'io sono rimasta lontana ma affascinata da questa diversa forma d'arte. Se mia sorella non mi avesse regalato questo, probabilmente non mi sarei mai buttata e sarebbe stato davvero un peccato!

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  4. Ciao Virginia! Innanzitutto bellissima recensione, profonda e sentita, mi è piaciuta tantissimo.
    Io non ho mai letto manga, però ho visto che hai accostato questo in particolare a Grotesque, un libro che leggerò prossimamente e che ho scoperto proprio grazie alla tua recensione. Quindi mi potrò fare un'idea anche su Questo non è il mio corpo.
    Comunque, prima o poi farò un pensierino sui manga, magari iniziando proprio da questo..sempre se sopravviverò a Grotesque :)

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    1. Ciao Maria, grazie mille per i complimenti*-*
      Grotesque è un libro che ti distrugge. Dopo averlo finito (ed è scorrevolissimo oltre che appassionante) ci ho messo giorni a riprendermi, mi ha proprio lasciato un senso di disturbo in fondo allo stomaco. Magari dipende dal momento in cui l'ho letto, non lo so. Certo leggere questo manga me lo ha fatto tornare prepotentemente in mente e non mi dispiacerebbe rileggerlo. E voglio assolutamente sentire la tua opinione poi!

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  5. Ciao, tanto per cominciare, complimenti per la recensione! Io sono stata una vorace divoratrice di manga per praticamente tutti gli anni delle scuole superiori, ma ero una lettrice stupida e se di un manga non mi piacevano i disegni allora lo ignoravo (ero stupida, l'ho detto) e così ho finito con il perdermi un sacco di storie e autori che, a detta di molti, meritano davvero un sacco. Moyoco Anno confesso che proprio non la conoscevo, ma vedo da Wikipedia che è la moglie di Hideaki Anno e la macabrosità della storia mi acquista improvvisamente senso XD Mi hai fatto venire un'incredibile voglia di leggere questo manga (e anche Grotesque, ma quella ce l'avevo già da un po'!) e, visto che da un po' stavo pensando di riprenderne in mano qualcuno, credo che potrei iniziare proprio da questo. :)
    Per quanto riguarda il darti consigli, credo che dovrei pensarci un po'... sono sempre stata un'amante delle storie sdolcinate di liceali con i disegni carini, ma non mi sembra il caso XD

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    1. Ciao, grazie mille, sono contenta che la recensione ti sia piaciuta!
      Non sminuirti, ogni storia ha un suo perchè! Io vedo drama coreani, che sono la quintessenza della mielosità e li amo tantissimo, quindi capisco il fascino di storie romantiche:) Se avessi iniziato a leggere manga alle superiori, probabilmente mi sarei orientata sugli shoujo anch'io. Adesso credo (prendiamolo poi con le pinze, va) che per i manga mi concentrerò di più su questo genere di storie, mentre se mi viene voglia di qualcosa di più leggero andrò di scan.
      Grotesque LEGGILO, è stupendo*-*

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  6. Ciao! :) Sono contenta che il tuo primo approccio con il mondo dei manga non sia stato negativo!
    Io di solito preferisco qualcosa di leggero o di divertente quando si tratta di manga, ma questo sembra molto interessante, le tue riflessioni mi hanno colpito molto e il colpo di grazia me l'ha dato il paragone con Grotesque, libro che adoro, quindi corro ad aggiungerlo alla lista di manga da leggere! :)

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    1. Ciao:) Guarda, non me l'aspettavo proprio che potesse piacermi così, invece l'ho trovato bellissimo. E si, mi è venuto in mente Grotesque in maniera proprio prepotente, e anch'io adoro quel romanzo, è stato uno dei capisaldi della mia adolescenza*-*

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  7. Ciao Virginia...caspita, che super manga ti sei ritrovata tra le mani! C'è praticamente dentro un trattato di psicologia! C'è la questione del sintomo come meccanismo di difesa per proteggersi dal mondo e, allo stesso tempo, per nascondere i veri problemi che affliggono il suo portatore, ci sono i rapporti malati e fondati sul disagio psicologico che spesso alimentano il sintomo, al punto da renderlo una stampella sociale su cui si costruisce l'intero ecosistema in cui ci si muove, e poi c'è il cibo come espressione del sintomo sociale per eccellenza: l'identità coincidente con l'apparenza. C'è tutto direi. C'è la nostra società odierna, che tu hai sicuramente descritto mirabilmente mentre analizzavi il manga! Sicuramente è un testo da leggere approfonditamente! E grazie anche per il suggerimento del romanzo, lo leggerò sicuramente! Nel frattempo ti faccio tanti tanti complimenti! Mi hai tenuta incollata alla lettura, fino all'ultima riga! ^_^ Non vedo l'ora di leggere le tue prossime conquiste nipponiche! :)

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    1. Ciao Duille:) Io ho trovato moltissimi spunti di riflessione leggendo questo manga e non me l'aspettavo! Certo ognuno si fa poi una propria opinione, ma l'ho trovato molto sottile e quasi disturbante, esattamente come Grotesque, romanzo che ti consiglio con tutto il cuore (ma preparati a stare male, e tanto!)!

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  8. Ciao, ti invito a partecipare al mio GIVEAWAY, in palio una copia cartacea de "La ragazza senza ricordi" di Frances Hardinge.

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  9. Ciao carissima! Purtroppo in questo lunghissimo periodo non sono riuscita a leggere le tue recensioni, e leggendo questa ho realizzato l'enorme sbaglio fatto! In primis, scrivi benissimo (e lo dico sinceramente, perchè si potrebbe omettere benissimo un complimento del genere) e in secondo luogo adoro i tuoi consigli. Io ho già letto manga ma non sono assolutamente un'esperta, e mi ispira tantissimo questo qua. Inoltre la serie di riflessioni mi invoglia ad averne a mia volta, ergo penso proprio che se lo trovo ci darò una super possibilità!
    A PRESTISSIMO
    -G

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    1. Ciao G! Innanzitutto, non preoccuparti se non riesci a passare, so benissimo che la quotidianità e gli impegni ci rubano tantissimo tempo. In secondo luogo, GRAZIE! Mi ha fatto moltissimo piacere leggere le tue parole e spero di meritarmele sempre:)
      Detto questo, se mai leggerai questo manga sappi che voglio assolutamente sapere la tua opinione U_U

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  10. Non sono molto ferrata in fatto di manga e graphic novel, ma mi hai molto incuriosita con questa trama e anche con il riferimento a Grotesque, un romanzo che ho dovuto abbandonare poco dopo la metà perché mi aveva sopraffatta, ma che un giorno vorrei riprendere.

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    1. Neanch'io sono esperta, per nulla, quindi non so bene ancora come muovermi. Però si impara e con internet è diventato tutto più semplice:)
      Per Grotesque, ti capisco. Quando l'ho letto non riuscivo a staccarmi ma stavo male e dopo averlo finito le sensazioni (negative) scaturite da quella lettura mi hanno seguita per giorni. Un libro crudele, come l'ho definito, ma davvero potente, secondo me.

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  11. Ciao Virginia, mi ero persa questa recensione! Un tema a me molto caro, per tanti motivi. Però non l'ho mai letto in questa veste, ossia come manga. Non ho mai letto un manga, in realtà, nonostante ne sono incuriosita, un po' come per i drama.
    Ma ormai, grazie alla tua voglia di ampliare gli orizzonti, vengo qui e leggo anche di cose che non mi appartengono ancora e questo mi fa sempre più piacere.
    Un abbraccio!

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    1. Ciao Antonietta, sono felice se con questi miei articoli ti incuriosisco! Io per prima mi sto ampliando solo di recente e sto scoprendo tante cose interessanti. Questo manga mi ha colpita molto e credo che ce ne siano altri molto interessanti.
      Un abbraccio!

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